
In questa guida vedremo come automatizzare le luci con Home Assistant per creare un ambiente confortevole e flessibile, che compie determinate azioni da solo senza il nostro intervento.
Se hai già sostituito le vecchie lampadine con LED smart e le hai integrate in Home Assistant, sei a metà strada. La metà più facile. Per essere onesti: le luci smart da sole non risparmiano niente — anzi, se le controlli solo manualmente come faresti con un normale interruttore, consumi addirittura di più, perché il modulo wireless rimane sempre alimentato. Il risparmio reale arriva da come le gestisci: si accendono da sole quando servono e si spengono quando in casa non c’è più nessuno e te ne dimentichi.
In questo articolo troverai 7 automazioni con YAML copiabile da cui puoi prendere spunto per creare configurazioni adatte alle tue esigenze. L’unico prerequisito è ovviamente avere Home Assistant già installato e configurato, e avere già integrato le lampadine LED smart. E se non hai ancora deciso quali lampadine comprare, più avanti trovi un capitolo dedicato al confronto tra LED normali e LED smart.
Perché le luci smart non bastano da sole
Proviamo a fare due conti. Una lampadina a LED da 9 W accesa per 6 ore al giorno consuma circa 19,7 kWh di corrente l’anno. Se in casa avessimo 15 lampadine arriviamo a quasi 300 kWh solo per l’illuminazione: a 0,35 euro in media (mi baso sulla mia esperienza, i valori possono differire) sono circa 105 euro l’anno.
Non è una cifra enorme, ma cresce con il crescere dei punti luce, e soprattutto se il prezzo in bolletta sale. Un altro dato a cui dobbiamo fare attenzione è che molto spesso le luci restano accese senza che ci sia nessuno nella stanza. Se solo riuscissimo a tagliare quella percentuale, ecco che il nostro risparmio sarebbe concreto.
Quanto pesa davvero l’illuminazione lasciata accesa a vuoto? Una meta-analisi del Lawrence Berkeley National Laboratory ha esaminato 240 stime di risparmio raccolte da 88 studi e casi reali, e ha concluso che i controlli di presenza tagliano in media il 24% dell’energia usata per l’illuminazione. Combinando i sensori di presenza con la regolazione in base alla luce naturale si arriva al 38%. Sono dati raccolti su edifici commerciali e non su abitazioni, quindi vanno presi come ordine di grandezza e non come promessa: in casa le abitudini sono diverse e i punti luce molti meno. Ma la direzione è quella, ed è esattamente quello che facciamo con le automazioni che seguono.
Nota sulla sintassi: service è deprecato
Il termine service è stato rinominato in action. Se hai automazioni più vecchie scritte con service:, funzionano ancora per retrocompatibilità, ma dalla versione di agosto 2024 (HA 2024.8) Home Assistant ha adottato ufficialmente action: al suo posto. Tutto il codice di questo articolo usa già la sintassi aggiornata. Se vuoi vedere come si comporta la stessa sintassi fuori dalle automazioni, la guida agli script di Home Assistant entra nel dettaglio di campi e modalità di esecuzione.
Automazione 1 — Presenza rilevata: accendi solo quando serve
Questa automazione per le luci in Home Assistant sfrutta il sensore di movimento ed è forse la più elementare possibile, ma è anche quella con l’impatto maggiore. La logica è semplicissima: se il sensore rileva movimento accende la luce; se segnala la stanza come non occupata, per esempio per 5 minuti, la spegne.
Il requisito minimo è avere un sensore di movimento come il radar mmWave Wenzhi WZ-M100 che abbiamo recensito, ma vanno benissimo anche altri. Questa automazione in verità è divisa in due: una per l’accensione, l’altra per lo spegnimento. Come condizione abbiamo usato l’integrazione Sun, che serve a dire di accendere le luci solo quando è effettivamente buio (sunset), ma molti sensori di movimento integrano anche un modulo per la luminosità, quindi si può tranquillamente fare riferimento a quel valore.
alias: Luci cucina — presenza rilevata
description: Accende la luce cucina quando rileva movimento, solo dopo il tramonto
triggers:
- trigger: state
entity_id:
- binary_sensor.0xa4c138e9e1c7c89d_presence
to:
- "on"
conditions:
- condition: sun
after: sunset
before: sunrise
actions:
- action: light.turn_on
target:
entity_id: light.0xa4c138f790af06f1
data:
brightness_pct: 90
mode: singleCome sempre, devi sostituire i nomi delle entità con quelli che hai effettivamente in casa.
alias: Luci cucina — spegnimento per inattività
description: Spegne la luce cucina 5 minuti dopo che il sensore non rileva più movimento
triggers:
- trigger: state
entity_id: binary_sensor.motion_cucina
to: "off"
for:
minutes: 5
conditions:
- condition: state
entity_id: light.cucina
state: "on"
actions:
- action: light.turn_off
target:
entity_id: light.cucina
mode: singleIn questo secondo blocco binary_sensor.motion_cucina è un nome di esempio, non un’entità reale del mio impianto: sostituiscilo con l’ID del tuo sensore.
Automazione 2 — Timer per corridoi e bagni
I corridoi e i bagni sono i grandi sprechi nascosti di ogni casa. Una luce da 8 W dimenticata accesa in corridoio o nelle zone comuni per 8 ore al giorno vale circa 1,92 kWh al mese: circa 8 euro l’anno per una singola stanza.
Qui non serve nessun dispositivo: basta un timer fisso che parte dall’accensione manuale.
alias: Corridoio — spegnimento automatico 2 minuti
description: Spegne la luce del corridoio 2 minuti dopo l'accensione
triggers:
- trigger: state
entity_id: light.corridoio
to: "on"
for:
minutes: 2
actions:
- action: light.turn_off
target:
entity_id: light.corridoio
mode: restartIl mode: restart è il dettaglio che fa la differenza: se qualcuno riaccende la luce prima dello scadere del timer, il conto riparte da zero. Senza restart, la luce si spegnerebbe comunque allo scadere del timer originale, indipendentemente da quello che è successo nel mezzo.
Per i bagni puoi alzare il timer: 15-20 minuti è un compromesso ragionevole, abbastanza lungo da non spegnersi durante una doccia e abbastanza corto da non sprecare troppo se te ne dimentichi. Se vuoi un controllo più granulare, monta anche qui un sensore di presenza — nel tutorial sulla luce dell’ingresso con radar mmWave trovi la versione rifinita di questo schema, casi limite compresi. Il nostro è un esempio pensato anche per mostrare il caso in cui il tempo è l’unico trigger.
Automazione 3 — Luminosità adattiva
Non hai bisogno del 100% di luminosità alle 22:00 mentre sei sul divano. Il 30-40% è sufficiente, e consumi proporzionalmente meno in watt. Una semplice automazione per fasce orarie funziona benissimo:
alias: Soggiorno — luminosità serale ridotta
description: Riduce la luminosità del soggiorno dopo le 21:30
triggers:
- trigger: time
at: "21:30:00"
conditions:
- condition: state
entity_id: light.soggiorno
state:
- "on"
- condition: time
after: "21:31:00"
before: "07:00:00"
actions:
- action: light.turn_on
target:
entity_id: light.soggiorno
data:
brightness_pct: 35
color_temp_kelvin: 2700
mode: singleUna nota su color_temp_kelvin: nelle versioni recenti di Home Assistant il parametro preferito per la temperatura colore è color_temp_kelvin, con valori diretti in Kelvin — 2700 K per una luce calda, 6500 K per una luce fredda. Il vecchio parametro color_temp in mired è deprecato.
In alternativa c’è un’integrazione che trovi direttamente nell’indice ufficiale di HACS: Adaptive Lighting, che regola automaticamente luminosità e temperatura colore seguendo il ciclo circadiano. Non serve aggiungerla come custom repository — la cerchi in HACS e la installi.
Automazione 4 — Luci off quando esci di casa
Home Assistant traccia la posizione delle persone tramite l’app ufficiale (o altri metodi: companion app, Bluetooth, router tracking) e può spegnere tutto automaticamente quando l’ultima persona esce.
Il modo più pulito per gestire il caso “più persone in casa” non è controllare ogni singola entità person, ma usare direttamente zone.home: quando il conteggio delle persone nella zona scende a 0, tutti sono usciti.
alias: Casa vuota — spegni tutte le luci
description: Spegne tutte le luci quando nessuno è rimasto in casa
triggers:
- trigger: state
entity_id: zone.home
to: "0"
actions:
- action: light.turn_off
target:
area_id:
- soggiorno
- cucina
- camera
- bagno
- corridoio
mode: singleUsare area_id invece di elencare le singole entità luce è preferibile: se in futuro aggiungi una nuova luce a un’area, viene inclusa automaticamente senza modificare l’automazione. In alternativa, se hai già etichettato le tue luci interne con una label in HA, puoi usare label: "Luci Interne", ancora più compatto e flessibile.
Automazione 5 — Benvenuto a casa: luci intelligenti al rientro
È il complemento dell’automazione precedente. Invece di accendere tutte le luci di botto quando torni, accendi solo l’ingresso e il soggiorno, e solo se è già buio.
alias: Rientro a casa — luci ingresso e soggiorno
description: Accende ingresso e soggiorno al rientro, solo dopo il tramonto
triggers:
- trigger: state
entity_id: person.massimo
to: "home"
conditions:
- condition: sun
after: sunset
before: sunrise
actions:
- action: light.turn_on
target:
area_id:
- ingresso
- soggiorno
data:
brightness_pct: 70
color_temp_kelvin: 3000
mode: singleL’entità person.massimo è la mia: sostituiscila con la tua. Di giorno la luce naturale è sufficiente, e accendere le luci artificiali appena entri sarebbe uno spreco inutile.
Automazione 6 — Modalità notte: spegnimento progressivo dopo le 23
Dopo le 23:00 riduce la luminosità del soggiorno al minimo, poi spegne tutto entro mezzanotte se le luci sono ancora accese.
alias: Modalità notte — riduzione luci dopo le 23
description: Porta le luci soggiorno al minimo dopo le 23:00
triggers:
- trigger: time
at: "23:00:00"
conditions:
- condition: state
entity_id: light.soggiorno
state: "on"
actions:
- action: light.turn_on
target:
entity_id: light.soggiorno
data:
brightness_pct: 10
color_temp_kelvin: 2200
mode: singlealias: Modalità notte — spegnimento automatico mezzanotte
description: Spegne tutte le luci a mezzanotte se ancora accese
triggers:
- trigger: time
at: "00:00:00"
actions:
- action: light.turn_off
target:
area_id:
- soggiorno
- cucina
- corridoio
mode: singleNessuna condizione sul secondo blocco: se a mezzanotte c’è ancora una luce accesa, va spenta senza eccezioni. Puoi spostare l’orario all’1:00 o all’1:30 se tendi ad andare a letto tardi.
Automazione 7 — Sensore di risparmio: misura quanto stai realmente risparmiando
Questa automazione non controlla le luci: serve a rispondere alla domanda concreta, “ok, ho messo su tutto — ma quanto sto risparmiando davvero?”.
La risposta passa dall’Energy Dashboard di Home Assistant. Se hai già configurato smart plug come quelle che abbiamo messo a confronto, o se hai altri dispositivi che misurano energia e consumo sul tuo impianto, Home Assistant raccoglie già i dati storici.
Il template qui sotto crea un sensore personalizzato che stima il costo giornaliero dell’illuminazione — nell’esempio con un solo sensore che misura le luci, chiamato sensor.presa_elettrica_n_3_girier_consumo_stimato_luci_oggi — con un controllo di disponibilità che evita errori nei log se il dispositivo di misura va offline.
Prima creiamo l’helper Utility Meter:
E poi lo usiamo nel template che vogliamo utilizzare:
template:
- sensor:
- name: "Costo stimato luci oggi"
unique_id: costo_stimato_luci_oggi
device_class: monetary
state_class: total
unit_of_measurement: "€"
icon: "mdi:currency-eur"
availability: >
{{ states('sensor.presa_elettrica_n_3_girier_consumo_stimato_luci_oggi') | is_number }}
state: >
{% set kwh = states('sensor.presa_elettrica_n_3_girier_consumo_stimato_luci_oggi') | float(0) %}
{{ (kwh * 0.35) | round(2) }}Il blocco availability è la differenza tra un sensore professionale e uno che sporca il log ogni volta che lo smart plug perde la connessione: se il valore del sensore di consumo non è un numero valido, il sensore viene marcato come unavailable invece di calcolare un valore errato.
Sostituisci il nome del sensore con quello reale del tuo impianto e 0.35 con il tuo prezzo al kWh effettivo. Dopo qualche settimana con le automazioni attive, confrontare questo dato con il periodo precedente ti darà un delta concreto in euro. Se vuoi configurare notifiche avanzate basate sui consumi — per esempio un alert quando superi una soglia di potenza — leggi la guida alle notifiche avanzate su Home Assistant.
Consiglio pratico: controlla il Power-on Behavior delle tue lampadine
Prima di mettere in produzione queste automazioni c’è un’impostazione che molti dimenticano di controllare: il comportamento delle lampadine smart al ripristino dell’alimentazione dopo un blackout.
Per impostazione predefinita, la maggior parte delle lampadine Zigbee si accende al 100% di luminosità quando torna la corrente. Se hai un’interruzione notturna, al mattino potresti trovare tutta la casa illuminata a giorno — e se non sei in casa, quelle luci rimangono accese fino al tuo rientro.
La soluzione è configurare il Power-on Behavior direttamente nelle impostazioni del dispositivo in HA, oppure tramite Zigbee2MQTT, alla voce power_on_behavior. Le opzioni tipiche sono:
on— si accende sempre (default di molti dispositivi, il peggiore per il risparmio)off— rimane sempre spenta dopo il ripristinoprevious— ripristina l’ultimo stato conosciuto
Per il risparmio energetico, off o previous sono entrambe buone scelte. previous è la più intelligente se le automazioni sono ben configurate: le luci tornano allo stato in cui erano prima del blackout.
LED smart e risparmio energetico
Conviene davvero comprare lampadine smart, o bastano dei LED normali?
Partiamo dall’efficienza luminosa, cioè quanta luce ottieni per ogni watt che paghi:
| Tecnologia | Efficienza |
|---|---|
| LED | 120-150 lm/W |
| Fluorescenti compatti | circa 60 lm/W |
| Alogene | circa 20 lm/W |
| Incandescenza | circa 12,5 lm/W |
LED
Fluorescenti compatti
Alogene
Incandescenza
Il salto è enorme, ed è da qui che nasce il famoso “risparmio fino al 90%”. Attenzione però a leggere bene quel dato: il 90% si riferisce al confronto con le vecchie lampadine a incandescenza, una tecnologia che nessuno usa più da anni.
Se oggi hai già dei LED standard e stai valutando il passaggio ai LED smart, il vantaggio energetico aggiuntivo è molto più contenuto — nell’ordine del 15-25% — e arriva dalle automazioni, non dalla lampadina. È comunque un risparmio reale e misurabile, ma è onesto dirtelo subito.
C’è anche il rovescio della medaglia. Il modulo radio resta alimentato, perché è quello che le permette di ricevere il comando di accensione.
Una lampadina Zigbee consuma circa 0,2 W in standby, una Wi-Fi arriva a 0,5 W. Su 15 punti luce fanno rispettivamente 9 e 23 euro l’anno di corrente che paghi solo per tenerle in ascolto. È uno dei motivi per cui, se puoi scegliere, Zigbee è preferibile al Wi-Fi.
Quindi quando conviene? Il criterio non è la stanza, sono le ore di accensione.
Una lampadina LED standard la paghi due euro — le confezioni da dieci pezzi E27 da 8,5 W stanno sui 25-40 euro — mentre una smart parte dai 15 euro di una IKEA Trådfri e arriva ai 20-25 di una Philips Hue White. Tre o quattro volte tanto. Su una luce che accendi dieci minuti al giorno, come uno sgabuzzino, non rientri mai. Su corridoio, cucina e soggiorno, dove le automazioni di questo articolo lavorano davvero, sì.
I prezzi sono indicativi e cambiano spesso: verificali prima di comprare.
Cosa ho misurato in casa mia
Ovviamente Home Assistant aiuta molto in questo compito, ma a prescindere dalle automazioni serve anche una buona pratica quotidiana. Io le automazioni delle luci in casa le ho solo negli spazi comuni: corridoi, disimpegni, porticati. Come nelle automazioni che ho già trattato — per esempio quella del rientro — è utile che un sensore rilevi la mia presenza, accenda le luci fuori e le spenga subito dopo che non rileva più niente. Un’altra automazione che ho in casa è quella che, quando sono via, controlla le luci e se sono rimaste accese le spegne. Veramente utile.
Un numero concreto, dal mio impianto. La presa che misura a monte il lampadario del soggiorno — due punti luce, entrambi con lampadine smart — è passata da 79,32 kWh a 79,66 kWh tra il 1° e il 4 settembre 2026: 0,34 kWh in quattro giorni, cioè circa 0,085 kWh al giorno. Su base annua fanno circa 31 kWh, che al mio prezzo di 0,35 euro al kWh valgono poco meno di 11 euro l’anno per quel lampadario: attorno ai 5,4 euro per singolo punto luce.
Il dato va preso con le pinze: è una misura su quattro giorni estrapolata a un anno, non una media annuale vera, e settembre non è un mese rappresentativo — d’inverno le luci restano accese molte più ore. Detto questo, i 5,4 euro per punto luce stanno appena sotto i 7 euro che verrebbero fuori dividendo per quindici la stima dei 300 kWh di cui parlavo all’inizio: la stima regge. E soprattutto non tutti i punti luce consumano allo stesso modo — in una casa reale c’è chi sta molto sotto e chi molto sopra, ed è esattamente il motivo per cui conviene misurare invece di fidarsi di una media.
Detta così sembra poco, ed è esattamente il punto: moltiplicata per quindici punti luce quella cifra diventa la bolletta dell’illuminazione, e la percentuale che le automazioni riescono a tagliare si applica lì. È anche il motivo per cui insisto sul misurare invece che sul fidarsi delle percentuali che si leggono in giro.
Delle automazioni proposte, sinceramente uso poco quelle a tempo. Le ho inserite come modello didattico, ma preferisco quelle con valori misurabili: sensori di luminosità e di presenza. Le trovo più affidabili.
Importante e fondamentale è il settaggio delle luci dopo un’interruzione di corrente. Fino a quando non l’avevo configurato bene, mi è capitato spesso di tornare a casa dopo il lavoro e ritrovare le luci accese da ore per via di un blackout. Soldi buttati.
Quanto puoi aspettarti di risparmiare
Come abbiamo accennato sopra, una quota non trascurabile del tempo le luci restano accese quando non dovrebbero, cioè quando non c’è nessuno nella stanza. Noi puntiamo a tagliare proprio quelle inefficienze.
Partendo dai circa 300 kWh l’anno per l’illuminazione di una casa da 15 punti luce, che avevamo stimato all’inizio, è verosimile che con l’applicazione di buone regole si riesca a tagliare il 10-15% dei consumi legati alle lampadine: circa 30-45 kWh, cioè 10-16 euro l’anno. Resta una stima, e il risparmio cresce con il numero di punti luce, con l’aumentare del prezzo del fornitore e con le buone abitudini.
L’unico modo per sapere quanto risparmi davvero a casa tua è misurare, ed è esattamente quello che fa l’automazione 7. Se non hai ancora configurato l’Energy Dashboard, parti da lì.
Conclusione
Il consiglio operativo, per finire: non attivarle tutte insieme.
Per mettere in pratica questa guida parti in modo graduale. Prima: presenza e timer — e lasciale girare qualche settimana. Guarda i dati e verifica che nessuno in casa si ritrovi al buio nel momento sbagliato, e solo dopo prosegui con le altre automazioni.
Se non l’hai ancora fatto, il primo passo resta comunque misurare: configura l’Energy Dashboard e lascia che siano i numeri della tua casa a dirti quali delle automazioni sono adatte a te.









