Introduzione
In un articolo precedente ho parlato dei sensori radar di presenza e ho mostrato come usarli per creare automazioni — nello specifico quella relativa alla luce di cortesia esterna di un’abitazione. Le possibilità sono infinite e dipendono dalle esigenze reali. In questo articolo invece dico cosa penso del radar mmWave Zigbee Wenzhi WZ-M100 dopo mesi di utilizzo quotidiano.
Te lo dico subito: è un sensore di categoria economica, anzi supereconomica. Cercando su AliExpress me ne sono imbattuto in questo e l’ho acquistato per curiosità a circa 15 euro — forse meno. Se non trovate proprio il brand Wenzhi, esistono molte altre marche con caratteristiche identiche che condividono la stessa tecnologia di fondo: possiamo quindi parlare per categoria di prodotto, non solo per modello specifico.
L’ho provato a lungo. È ormai parte del mio sistema ufficiale da più di un anno, insieme ad altri sensori della stessa categoria. Ho tutti i dati per darti un resoconto onesto di cosa funziona, cosa no e quali compromessi bisogna accettare.
Scheda tecnica e confezione
I dati tecnici li prendiamo direttamente dalla documentazione ufficiale di Zigbee2MQTT per il WZ-M100 — solo specifiche riconosciute dal sistema, zero marketing.
Una volta accoppiato, il dispositivo viene riconosciuto esattamente come “Human presence sensor” di Wenzhi, con supporto nativo. Le entità create automaticamente in Home Assistant sono:
| Entità | Tipo | Range | Descrizione |
|---|---|---|---|
| binary_sensor._presence | Binario | true / false | Presenza rilevata |
| sensor._illuminance | Numerico | — lx | Luminosità ambientale |
| sensor._target_distance | Numerico | 0–10 m | Distanza dal soggetto rilevato |
| number._sensitivity | Numerico | 1–9 | Sensibilità del radar |
| number._minimum_range | Numerico | 0–10 m | Distanza minima di rilevamento |
| number._maximum_range | Numerico | 0–10 m | Distanza massima di rilevamento |
| number._detection_delay | Numerico | 0–10 s | Ritardo prima di dichiarare presenza |
| number._fading_time | Numerico | 5–1500 s | Timeout dopo la scomparsa del soggetto |
| number._interval_time | Numerico | 1–3600 s | Frequenza di pubblicazione MQTT |
binary_sensor._presence
sensor._target_distance
number._sensitivity
number._detection_delay
number._fading_time
number._interval_time
Il prefisso degli entity_id contiene il MAC address del dispositivo specifico.
Cosa c’è nella scatola: praticamente nulla. Il sensore, un cavo USB, un manuale poco dettagliato e un adesivo per fissarlo al muro. Per alimentarlo serve un caricatore USB da 5V — da acquistare separatamente o, più probabilmente, da pescare tra i tanti che si hanno già in casa. In ogni caso: ai 15 euro del sensore aggiungete mentalmente il costo di un alimentatore se non ne avete uno disponibile.
Il prodotto in mano si vede chiaramente che è di qualità economica: molto leggero, plastiche sottili, confezione essenziale. È coerente con il prezzo — non si può pretendere altro a 15 euro.
Nota sulla variante WiFi: esiste anche la versione WZ-M100-W con connettività WiFi. Non la consiglio. Per questo tipo di prodotti il protocollo corretto è Zigbee: stabile, a basso consumo energetico, e integrato nativamente in Home Assistant tramite Zigbee2MQTT.
Installazione e pairing in Zigbee2MQTT
La configurazione è semplicissima. Si va in Home Assistant, si apre Zigbee2MQTT e si clicca su Permetti join.
Sul sensore bisogna poi premere e tenere il tasto che si trova sul lato inferiore, vicino al connettore di alimentazione.
Il dispositivo inizia a lampeggiare e in pochi secondi viene riconosciuto automaticamente.
Zero configurazione manuale: il sensore viene riconosciuto immediatamente come “Human presence sensor” di Wenzhi e tutte le entità elencate nella sezione precedente vengono create in automatico.
Nota sul tipo di dispositivo: il WZ-M100, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, viene classificato come Router nella rete Zigbee. Significa che, a differenza degli end device puri, può partecipare al mesh e fare da ripetitore di segnale per altri dispositivi. Un vantaggio inaspettato per un sensore a 15 euro. Se vuoi approfondire come funziona la rete mesh Zigbee e la differenza tra router ed end device, ho scritto una guida su Zigbee, Thread e Matter per Home Assistant.
Calibrazione: i parametri che fanno la differenza
Il sensore espone sei parametri configurabili direttamente da Home Assistant, senza toccare YAML o Zigbee2MQTT. La raccomandazione principale è una sola: non lasciare i valori di default. Il comportamento out-of-the-box non è ottimale — serve qualche sessione di test per trovare i valori giusti per la propria installazione.
Ecco i miei valori attuali, ottenuti dopo settimane di test, con la spiegazione del ragionamento dietro ciascuno:
| Parametro | Range | Mio valore | Logica |
|---|---|---|---|
| Sensitivity | 1–9 | 5 | Con sensibilità troppo alta il trigger scattava in continuazione anche per falsi positivi. 5 è il compromesso ottimale tra reattività e stabilità. |
| Minimum range | 0–10 m | 0,3 m | Volevo che rilevasse in uscita, quando il soggetto è appena fuori dalla porta — non quando si apre la porta dall’interno. |
| Maximum range | 0–10 m | 4,5 m | Circoscrive il rilevamento all’area davanti alla porta. Oltre quella distanza non interessa accendere nulla, e si evita di inondare Home Assistant di dati inutili. |
| Detection delay | 0–10 s | 1 s | Evita rilevamenti istantanei per chi attraversa velocemente la zona senza fermarsi. Valuterei anche 2 s per installazioni più rumorose. |
| Fading time | 5–1500 s | 5 s | Dopo 5 secondi senza rilevamento il sensore torna a false. Evita che un’uscita e rientro rapido faccia oscillare continuamente lo stato. |
| Interval time | 1–3600 s | 5 s | Frequenza di pubblicazione MQTT. 5 secondi sono più che sufficienti per una luce d’ingresso. Questa è anche la principale causa del flooding Zigbee se lasciato al default. |
Sensitivity
Minimum range
Maximum range
Detection delay
Fading time
Interval time
Il problema del flooding Zigbee — e come risolverlo agendo su questi parametri — è trattato in dettaglio nell’articolo sull’automazione della luce d’ingresso con radar mmWave.
Prestazioni reali: cosa funziona e cosa no
Funziona? Sì, funziona — e lo fa anche bene. Non troverete nessun altro sensore a questo livello di prezzo che fa le stesse cose.
Cosa funziona bene:
Il rilevamento è stabile. Il soggetto viene rilevato, il trigger parte, le luci si accendono. Nel 99% dei casi funziona senza incertezze. Il pairing è rimasto stabile per mesi senza mai un drop dalla rete. La distanza misurata è accurata: se si imposta un maximum range a 4,5 metri, il sensore non scatta prima di quella soglia. Il target_distance è uno dei punti di forza principali — sapere a quanti metri si trova il soggetto rilevato apre possibilità di automazione che i PIR non hanno.
Cosa non funziona bene:
Il sensore di luminosità integrato non è calibrato. I valori in lux non rispecchiano i lux reali nell’ambiente — né all’interno né all’esterno. È però facilmente risolvibile via software con il parametro illuminance_calibration se si ha una fonte attendibile di paragone. Io lo uso come valore relativo: ho individuato la mia soglia operativa e quella uso, indipendentemente dal valore assoluto. Funziona.
Qualche falso positivo nelle giornate ventose. È una caratteristica di tutti i radar mmWave economici: forti correnti d’aria o ventilatori nelle vicinanze possono generare rilevamenti spuri. Nel mio caso sono eventi molto sporadici — errori trascurabili, ma da sapere.
Nessun aggiornamento firmware OTA documentato su Zigbee2MQTT: il firmware è quello della fabbrica e resta tale.
Confronto con le alternative: WZ-M100 vs SNZB-06P vs Aqara FP1
Il confronto che segue è tecnico: spec ufficiali, documentazione Zigbee2MQTT e schede prodotto. Stessi criteri per tutti e tre, nessun mismatch di funzionalità.
| WZ-M100 (Wenzhi) | SNZB-06P (Sonoff) | FP1 (Aqara) | |
|---|---|---|---|
| Prezzo indicativo | ~15 € | ~22 € | ~45 € |
| Protocollo | Zigbee | Zigbee | Zigbee |
| Tecnologia radar | mmWave 24 GHz | Microwave 5.8 GHz | mmWave 60 GHz |
| Rileva persona ferma | Sì | Sì | Sì |
| Misura distanza | Sì | No | Sì |
| Multipresenza | No | No | Sì (fino a 5) |
| Sensore lux integrato | Sì | No | No |
| Alimentazione | 5V USB | 5V USB | 5V USB |
| Router Zigbee | Sì | No | No |
| Supporto Zigbee2MQTT | Sì | Sì | Sì |
Prezzo indicativo
Tecnologia radar
Misura distanza
Multipresenza
Sensore lux integrato
Router Zigbee
WZ-M100 vs SNZB-06P: il Sonoff usa tecnologia microwave a 5.8 GHz, non mmWave 24 GHz — sono categorie diverse con limiti diversi. Il SNZB-06P non misura la distanza. Il WZ-M100 ha il sensore lux integrato, vantaggio concreto per automazioni condizionali tipo “accendi solo se è buio”. Per prezzo simile, il WZ-M100 offre più dati e — inaspettatamente — fa anche da router Zigbee.
WZ-M100 vs Aqara FP1: non sono concorrenti diretti. L’FP1 costa tre volte di più e fa cose diverse: zone configurabili, multipresenza fino a 5 persone, radar 60 GHz con maggiore precisione. Se devi monitorare un’intera stanza con più persone, l’FP1 ha senso. Per un singolo punto — porta d’ingresso, bagno, corridoio — il WZ-M100 è più che sufficiente. Con il prezzo di un FP1 ne compri tre di WZ-M100 e copri tre punti distinti.
Vale la pena comprarlo? Verdetto finale
Sì, per me vale la pena — e lo ricomprerei senza esitazione. L’ho fatto: nel tempo ne ho acquistati altri, sia per l’esterno che per l’interno, perché a questo prezzo ha senso coprire più zone invece di puntare tutto su un singolo sensore costoso.
Il dispositivo funziona, è stabile, non si è mai disconnesso dalla rete. Il rapporto qualità-prezzo per un radar mmWave Zigbee è semplicemente imbattibile in questa fascia. La confezione è minimale e l’alimentatore non è incluso — ma nella maggior parte delle case ci sono già caricatori USB liberi in abbondanza.
Con il prezzo di un sensore di marca ne compri tre o quattro di questi, coprendo altrettante stanze o punti strategici della casa. E ogni radar in più apre nuove possibilità di automazione: ingressi, bagni, corridoi, studio — basta avere abbastanza sensori e la domotica inizia a funzionare davvero, non solo in un punto.
Lo consiglio? Sì, con una distinzione chiara. Se cerchi qualcosa di più solido per gestire la multipresenza — più persone nella stessa stanza, zone configurabili, precisione millimetrica — devi guardare altrove, verso prodotti come l’Aqara FP1 o simili. Se invece vuoi iniziare, sperimentare, o semplicemente coprire bene uno o più punti singoli della casa, il WZ-M100 fa il suo lavoro con i compromessi descritti sopra, ed è pienamente consigliato.
Se stai costruendo il tuo primo setup domotico con un budget contenuto, ho scritto una guida per iniziare con la domotica fai da te in Italia che può darti il quadro completo.

