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Riscaldamento smart con Home Assistant: cosa serve e come si mette insieme

Foto di Massimo Di Vona

Massimo Di Vona

27 ottobre 2025 • Aggiornato il 29 settembre 2026

Planimetria di una casa con cinque stanze: confronto tra termostato unico e una valvola smart su ogni termosifone, con la temperatura di ogni stanza

Termostato unico o una valvola per stanza: cosa cambia nella temperatura di ogni ambiente

Introduzione

Come tutti gli anni, con l’avvicinarsi della stagione invernale andiamo incontro al solito problema del riscaldamento domestico. In zona climatica E, quella di gran parte del Nord Italia, gli impianti si possono accendere dal 15 ottobre al 15 aprile (DPR 412/1993): sei mesi in cui ogni stanza scaldata senza motivo pesa in bolletta. In questo articolo proveremo a realizzare un riscaldamento smart con Home Assistant e a vedere cosa serve e come si configura tutto insieme.

Cercheremo di capire quali sono i dispositivi che occorrono e quali sono le logiche e le automazioni da creare in Home Assistant per rendere la nostra casa più confortevole e accendere il riscaldamento solo quando occorre davvero, senza più sprechi.

Cos’è il riscaldamento smart e come funziona

Il riscaldamento smart è un’evoluzione del riscaldamento tradizionale. Una delle principali differenze è che nel riscaldamento tradizionale impostavi l’orario di accensione una volta e per tutta la casa, e l’impianto restava acceso fino all’orario prestabilito di spegnimento. Non considerava le temperature stanza per stanza, né la presenza di persone in casa, né orari più complessi.

Nel riscaldamento tradizionale non c’è la capacità di adattamento e di regolazione in base alle reali esigenze domestiche. Un riscaldamento smart usa un approccio diverso. Per me il principale, quello che fa già più della metà del lavoro, è il controllo zonale.

Il controllo zonale della temperatura

Il controllo stanza per stanza. Stanze diverse hanno necessità di riscaldamento diverse in termini di temperatura e orari. Nel riscaldamento smart con Home Assistant ogni ambiente può essere gestito in modo indipendente, con temperature diverse e programmate. Per esempio la temperatura della camera da letto deve essere di 18-19 gradi per una migliore qualità del sonno, per poi salire la mattina a 20-21 gradi al risveglio. In salotto invece avremo bisogno di 21 gradi, ma la notte possiamo farne a meno o abbassare la temperatura (risparmiando).

Automazione basata sugli eventi

Il riscaldamento smart reagisce a eventi e situazioni. Quando viene rilevata l’apertura di una finestra, chiude le valvole e spegne il riscaldamento in quella stanza per evitare sprechi, per poi riaccendersi quando la finestra viene richiusa. La rilevazione della presenza in casa accende l’impianto al rientro, e l’uscita dal lavoro fa scattare il preriscaldamento. Ovviamente avremo bisogno di automazioni per il riscaldamento con Home Assistant più complesse.

Apprendimento e ottimizzazione

I sistemi più evoluti sono capaci di imparare e di anticipare le condizioni ambientali per un miglior comfort.

Termostato centralizzato o valvole termostatiche: quale serve a te

Per il riscaldamento intelligente abbiamo due approcci: i termostati centralizzati smart, come Nest, Netatmo o Tado, oppure le valvole termostatiche smart da installare sul termosifone, come le Sonoff o le Aqara. Le abbiamo provate entrambe: trovi la recensione della Sonoff TRVZB, la recensione della Aqara E1 e il confronto Sonoff TRVZB vs Aqara E1.

La Aqara E1 montata su uno dei termosifoni di casa mia

Io preferisco le seconde, ma andiamo con ordine.

Termostati smart centralizzati

I termostati intelligenti sostituiscono il termostato tradizionale e controllano la caldaia e l’intero impianto di riscaldamento. Vanno messi al posto del termostato che già si ha in casa. Quindi: sono facili da installare, spesa minima (un solo dispositivo da acquistare), interfacce ben progettate, funzionalità avanzate di apprendimento e automazioni già progettate dai produttori.

La limitazione è il controllo unico per tutta la casa: una sola temperatura per tutte le stanze, e quindi sprechi nelle stanze non utilizzate o che dovrebbero avere temperature diverse. Per me è questo il vero limite.

Valvole termostatiche intelligenti

Le valvole termostatiche intelligenti vanno montate su ogni termosifone, quindi per iniziare il costo è più alto, perché bisogna comprare tanti dispositivi quanti sono i punti di riscaldamento, ma permettono una gestione granulare del riscaldamento stanza per stanza.

Quindi: controllo preciso, nessuna modifica all’impianto (le valvole hanno di solito adattatori per le valvole più comuni e usate in Italia), ottimizzazione massima dei consumi.

Nel mio impianto ce ne sono due, una per marca: una Aqara E1 (modello SRTS-A01) e una Sonoff TRVZB. Entrambe sono supportate in modo nativo da Zigbee2MQTT, senza convertitori esterni.

La mia Aqara E1 in Zigbee2MQTT: modello SRTS-A01, supporto nativo
La mia Sonoff TRVZB in Zigbee2MQTT: modello TRVZB, firmware 1.3.0

La limitazione è il rilevamento della temperatura, che può essere falsato dalla vicinanza al termosifone. Si risolve con l’acquisto e la sincronizzazione tramite Home Assistant di un sensore di temperatura smart esterno alla valvola, da 10 euro circa (il prezzo cambia da sito a sito), da mettere in un punto della stanza per il controllo della temperatura. La temperatura così diventa precisa, con scarti nell’ordine dei decimi.

Zigbee, Wi-Fi o Thread: cosa cambia davvero

Ora, in base a quale protocollo scegliamo le valvole e i dispositivi che servono per configurare un riscaldamento smart? Ne analizziamo tre tra i più diffusi: Zigbee, Wi-Fi e Thread/Matter. Per un confronto completo c’è la guida Zigbee, Thread, Matter o Wi-Fi: quale protocollo scegliere.

Zigbee

Zigbee è il mio standard preferito fino ad adesso. Progettato esplicitamente per i dispositivi smart home, per me è la scelta migliore per via dei consumi bassi, della stabilità della rete e della possibilità di ampliarla creando una rete mesh con i dispositivi alimentati (quelli senza batteria). Serve un hub centrale con Home Assistant e un coordinatore (dongle USB) da acquistare a parte, ma una volta configurato dà accesso a centinaia di altri dispositivi. È uno standard aperto, le batterie dei dispositivi durano anni e i dispositivi stessi sono economici. La Sonoff TRVZB, per esempio, ha una pagina dedicata nella documentazione di Zigbee2MQTT con tutte le funzioni esposte.

Un esempio dal mio impianto: le valvole Sonoff sono all’inizio della terza stagione di riscaldamento e la batteria è all’8%, mentre le Aqara, con le batterie cambiate l’anno scorso, sono all’inizio della seconda stagione e sono al 45%.

Il livello batteria delle mie due valvole in Zigbee2MQTT a inizio stagione

Wi-Fi

Sistema che si connette direttamente al router di casa. I dispositivi consumano molto di più e, oltre a saturare gli slot del Wi-Fi e creare interferenze se non si possiede un buon router, con molti dispositivi si creano problemi. Dipende dal router e in molti casi da internet.

Thread e Matter

Nuovo standard creato per massimizzare la compatibilità dei dispositivi in un unico linguaggio di comunicazione. Siamo ancora all’inizio, ma Home Assistant lo supporta e i dispositivi sono sempre di più. Serve un border router Thread: può essere un dispositivo che hai già in casa, come Apple TV 4K, HomePod mini o Google Nest Hub, oppure una chiavetta come la Connect ZBT-2 collegata direttamente a Home Assistant.

Cosa serve per partire: i componenti

Se vuoi installare e configurare un riscaldamento smart hai bisogno, ovviamente, di Home Assistant. Noi procederemo con la rete mesh Zigbee, che per me è il protocollo da scegliere; quindi abbiamo bisogno anche di un coordinatore Zigbee come il Sonoff Zigbee 3.0 USB Dongle Plus-E (ZBDongle-E), quello che uso io, con chip Silicon Labs EFR32MG21 e firmware EmberZNet (per la configurazione: installare Zigbee2MQTT su Home Assistant) e poi, ovviamente, delle valvole termostatiche, di cui abbiamo fatto le recensioni: quella dell’Aqara e quella della Sonoff, entrambe molto valide.

Fondamentale, a mio avviso, aggiungere anche dei sensori di temperatura esterni alla valvola, da mettere al centro della stanza in posizione ottimale, per non monitorare la temperatura dal sensore della valvola, influenzato dalla vicinanza al radiatore.

Io ne uso due, anche qui uno per marca: un Sonoff SNZB-02P e un Aqara WSDCGQ11LM, entrambi sensori di temperatura e umidità Zigbee a batteria.

Il mio Sonoff SNZB-02P appoggiato su uno scaffale della stanza
Il sensore di temperatura Sonoff SNZB-02P in Zigbee2MQTT
Il sensore di temperatura Aqara WSDCGQ11LM in Zigbee2MQTT

Altri sensori opzionali sono i sensori di apertura di porte e finestre, per creare automazioni che spengano il riscaldamento nella stanza in cui è stata rilevata l’apertura, e i sensori di presenza, per automazioni più complesse basate sulla presenza o meno in casa.

Quanto costa l’impianto

Tutti i prezzi di questa sezione sono stati rilevati il 28 settembre 2026.

Scenario A: il mio impianto (circa 119 €)

Per questo tutorial, il mio impianto in una piccola abitazione è composto, ovviamente, dall’unità centrale Home Assistant, che non conteggeremo nel costo perché è il presupposto iniziale e dobbiamo già averla (si presuppone che sia così per altre automazioni e dispositivi), così come il dongle Sonoff.

La spesa che ho affrontato sono state le valvole. Ne ho due diverse in due stanze: l’Aqara E1 e la Sonoff TRVZB. Oggi la Aqara costa circa 50,90 €, mentre al posto della mia TRVZB Sonoff vende la seconda generazione, la TRV Gen2 (modello TRV-ZBT), a 35,78 €.

La Sonoff TRV Gen2 (TRV-ZBT), seconda generazione della TRVZB, a 35,78 €

Fondamentale è poi acquistare dei sensori di temperatura. Io ne ho due: un Sonoff SNZB-02P, che su Domadoo costa 10 €, e un Aqara WSDCGQ11LM, che oggi è stato sostituito dall’Aqara T1 (TH-S02D, sigla WSDCGQ12LM) a 22 €. Su Amazon i Sonoff si trovano anche in confezione da 2 a circa 30 euro: il prezzo cambia da sito a sito, quindi conviene confrontare prima di acquistare.

L'Aqara T1 (TH-S02D), il successore del mio WSDCGQ11LM, a 22 € su Domadoo
Valvola Aqara E1 (SRTS-A01)50,90 €
Valvola Sonoff TRV Gen2 (TRV-ZBT)35,78 €
Sensore di temperatura Sonoff SNZB-02P10,00 €
Sensore di temperatura Aqara T1 (TH-S02D)22,00 €
Totale118,68 € una tantum

Home Assistant e dongle Zigbee Sonoff ZBDongle-E già presenti. Prezzi rilevati il 28 settembre 2026.

Acquistate le valvole si passa alla fase successiva, che è la configurazione delle valvole termostatiche Zigbee in Home Assistant e la creazione di automazioni, che possono essere molto semplici, come l’accensione a orari prestabiliti, oppure più complesse, in base al geofencing e alla presenza.

Scenario B: impianto da zero, 5 stanze

In questo secondo scenario ipotizziamo invece una costruzione da zero e per 5 stanze.

Come valvole useremo le Sonoff per via del loro prezzo inferiore e, come hardware, un Raspberry Pi 5 con Home Assistant (la guida è qui: installare Home Assistant su Raspberry Pi). Il dongle sarà quello di Sonoff.

Per il Raspberry, cercando un po’ su internet, si trova il kit completo per chi non avesse proprio niente (scheda, alimentatore e case): un modello da 2 GB costa circa 140 euro. Il dongle Sonoff ZBDongle-E si trova a 18 euro su Domadoo.fr (sito abbastanza fornito per la smart home) e i sensori di temperatura Sonoff SNZB-02P, quelli che uso anch’io, costano 10 euro l’uno sempre su Domadoo.fr, mentre su Amazon costano 30 euro per 2 pezzi. Il prezzo cambia da sito a sito: il consiglio è di perdere un po’ di tempo a cercare e confrontare i componenti prima di acquistare.

Facciamo due conti. Le valvole sono le Sonoff TRVZB su Domadoo (link senza affiliazione). Ci occorrono:

5 valvole Sonoff TRVZB (prima generazione, 21 € l'una)105,00 €
5 sensori di temperatura e umidità Sonoff SNZB-02P (10 € l'uno)50,00 €
Raspberry Pi 5 kit (2 GB, alimentatore e case)140,00 €
Dongle Zigbee Sonoff ZBDongle-E18,00 €
SSD esterno (opzionale)variabile
Totale313,00 € una tantum

Software gratuito. Prezzi rilevati il 28 settembre 2026.

Valuta di acquistare anche un SSD esterno da collegare al Raspberry, come raccomandato nel mio articolo su Home Assistant su SSD con Raspberry Pi, ma qui è opzionale.

Totale: 313,00 €. Ovviamente il software è gratuito.

Quindi per automatizzare una casa di 5 stanze ci occorrono circa 310 euro una tantum, che ci porteranno benefici nel tempo di comfort e anche di risparmio, se ben configurato.

Calcola il costo del tuo impianto

Imposta stanze, valvole e quello che hai già. Il totale usa i prezzi dell'articolo, rilevati il 28 settembre 2026.

Stanze da riscaldare
Una valvola per termosifone
2
Valvola termostatica
Sensori di temperatura esterni
Sonoff SNZB-02P, uno per stanza, lontano dal radiatore. Prezzo a sensore
Hai già
Totale una tantum
Raspberry Pi 5 kit (2 GB)
Dongle Sonoff ZBDongle-E
SSD esterno (opzionale)variabile

Software gratuito. I prezzi cambiano da sito a sito: confronta prima di acquistare. Link senza affiliazione.

Com’è fatto il mio impianto

Come ho anticipato nello scenario A, il mio impianto di test è composto da due valvole termostatiche, una Aqara e una Sonoff, da due sensori di temperatura interni e da un sensore esterno. Home Assistant gira su un Raspberry Pi 5 e come coordinatore uso il dongle Sonoff ZBDongle-E.

Il sistema da usare, per me, è Zigbee: maturo e stabile. Si trovano dispositivi, se cerchi bene, a prezzi più economici e affidabili, e puoi ampliare la rete semplicemente inserendo dispositivi, senza comprare costosi ripetitori.

Innanzitutto, l’installazione e la configurazione delle valvole sono molto semplici: il passo passo lo trovi nella guida al setup linkata in fondo all’articolo. Quello su cui voglio soffermarmi qui è altro.

Perché queste valvole e non altre

Sono partito con l’Aqara E1, un marchio affidabile ma più costoso, poi ho provato la Sonoff, che è diventata la mia scelta finale. Apre e chiude bene la valvola ed è silenziosissima: i movimenti sono brevi e anche in camera da letto non dà nessun fastidio. Il confronto completo tra le due è nella recensione linkata più sopra.

La calibrazione: il problema del sensore vicino al radiatore

Il consiglio più importante che posso darti è usare sensori di temperatura esterni alla valvola, da mettere in punti strategici della stanza, e non affidarsi a quelli integrati. La differenza può essere notevole.

Le valvole permettono di correggere la temperatura rilevata con un offset, cioè un valore fisso da aggiungere o togliere alla lettura. Sulla carta risolve il problema, nella pratica no. A termosifoni spenti la temperatura della valvola e quella della stanza coincidono, quindi l’offset introduce un errore proprio quando non ce n’era bisogno. Quando i termosifoni si accendono, invece, lo scarto cambia di continuo a seconda di quanto il radiatore è caldo, e un valore fisso non può seguirlo. Nel mio impianto, con i termosifoni accesi, lo scarto tra la temperatura letta dalla valvola e quella reale della stanza arrivava anche a 2 gradi.

Il risultato è che si è praticamente sempre fuori scala, e automatizzare in base alla temperatura diventa impossibile: o i termosifoni non partono, o si spengono prima del tempo quando la stanza è ancora fredda. Siccome l’alternanza tra accensione e spegnimento è proprio il principio su cui si basa il riscaldamento smart, l’unica soluzione che rimette tutto a posto è ricorrere a sensori di temperatura esterni.

Cosa ho sbagliato e cosa rifarei

Il primo errore l’ho appena raccontato: all’inizio non usavo sensori esterni e mi fidavo della temperatura letta dalle valvole.

Il secondo riguarda il protocollo. All’inizio avevo comprato e provato delle valvole solo Bluetooth, le eQ-3 eqiva Bluetooth Smart Radiator Thermostat, ma il collegamento era inaffidabile: molto spesso andavano per conto loro e Home Assistant non riusciva a controllarle. L’alternativa sono le valvole Zigbee, affidabili e resilienti.

Le eQ-3 eqiva Bluetooth: le mie prime valvole, abbandonate per i problemi di collegamento

Cosa rifarei, invece: mettere le valvole in tutte le stanze. Solo così si equilibra la casa e si ottiene il massimo del comfort.

La mia dashboard del riscaldamento: temperatura esterna e interna, programma e un termostato per stanza con lo storico delle ultime ore

Da dove si comincia

Se sei arrivato fin qui hai chiaro cosa serve. Il passo successivo dipende da dove sei. Se hai già le valvole e devi collegarle, parti dalla guida al setup delle valvole termostatiche Zigbee in Home Assistant, dove trovi pairing, Zigbee2MQTT o ZHA, calibrazione e dashboard. Se il sistema è già in piedi e vuoi farlo lavorare da solo, vai alle automazioni riscaldamento Home Assistant con YAML pronto. Se stai ancora scegliendo le valvole, leggi Sonoff TRVZB vs Aqara E1, e se non hai ancora scelto il protocollo, Zigbee, Thread, Matter o Wi-Fi.

Rispondi e ti indico la guida giusta per il tuo punto di partenza.

01Hai già le valvole termostatiche?
Foto di Massimo Di Vona

Massimo Di Vona

Esperto di Smart Home e domotica, fondatore di WeAreSmart.it.

Massimo si occupa di tendenze tecnologiche da oltre un decennio, con un'attenzione particolare alle automazioni domestiche e alla smart home, ambiti che ha approfondito in particolare con Home Assistant. Si interessa anche di intelligenza artificiale e delle sue applicazioni nella tecnologia consumer.

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