Tutorial Alexa e Home Assistant

Alexa e Home Assistant: la guida completa all'integrazione

Foto di Massimo Di Vona

Massimo Di Vona

13 luglio 2026

Alexa e Home Assistant integrati: Echo speaker e dashboard domotica

Alexa+ è arrivato in Italia (accesso anticipato dal 15 aprile 2026) e gli Echo, vuoi o non vuoi, sono in moltissime case degli italiani. Come ben saprete, il sistema può tranquillamente operare da solo: Alexa, e ora Alexa+, gestisce la domotica per conto suo. Ma per gli appassionati di Home Assistant — e per tutti quelli che cercano qualcosa in più, anzi, molto di più — possiamo collegare Alexa e Home Assistant, e farlo in entrambi i sensi. A mio avviso è un bene.

Il primo motivo è che così possiamo integrare qualsiasi dispositivo: usare la voce di Alexa per controllare qualunque cosa sia già dentro Home Assistant, anche un dispositivo che da solo con Alexa non sarebbe compatibile. Senza questo ponte, se il dispositivo non è supportato, non c’è verso. È una delle ragioni per cui scrivo questa guida, ed è il motivo per cui l’ho integrato io per primo.

Il secondo motivo è la voce. Non sempre è un bene comandare tutto solo a voce — le luci, per esempio — ma come complemento, secondo me, è un grande valore aggiunto. Immagina di essere sul divano, o in un’altra stanza, e di voler spegnere la luce: lo chiedi ad Alexa e, un secondo, è fatto.

Il terzo motivo è stato l’uso come speaker, sia per la musica sia per gli annunci personalizzati: «La temperatura in casa è troppo alta», un notiziario del mattino cucito su misura, «Suonano al citofono» o «C’è qualcuno alla porta». Cose davvero utili, se ben configurate.

Quindi in questa guida vediamo come far dialogare Alexa e Home Assistant nei due sensi: usare gli Echo come altoparlanti per annunci e media dentro HA, e comandare la casa a voce esponendo le tue entità ad Alexa. Ti spiego anche quale strada conviene — l’integrazione ufficiale, il componente della community o cosa cambia adesso con Alexa+ — così scegli quella giusta per te. Se è la prima volta che senti parlare di questa piattaforma, parti dalla nostra guida Home Assistant: cos’è e come iniziare.

Le due direzioni dell’integrazione (e dove sta Alexa+)

Per usare Alexa e i dispositivi abbiamo due possibilità, e l’integrazione può avvenire in due direzioni.

Nella prima, gli Echo possono riprodurre annunci provenienti da Home Assistant, oppure far partire della musica (quindi come media player), e possiamo ricavarne dei sensori: questo avviene con Alexa Devices o con Alexa Media Player.

La seconda possibilità è esporre le entità direttamente in Alexa: così possiamo dire «Alexa, accendi le luci in cucina» e così via. Questo avviene tramite Nabu Casa o altre integrazioni che vedremo.

Alexa+ è qualcosa di diverso: è un’intelligenza artificiale di nuova introduzione (di Amazon), conversazionale, che si colloca su uno strato al di sopra delle prime due. Insomma, serve per interagire, ma anche per chiedere cose diverse: è diventata più intelligente (ma lo è per davvero?). Qualche test l’ho fatto e ne parlo più avanti, anche se non è il tema centrale di questa guida.

Far dire annunci/TTS agli Echo da HA

DirezioneEcho → HA
StrumentoAlexa Devices (ufficiale) o Alexa Media Player

Usare gli Echo come media player in HA

DirezioneEcho → HA
StrumentoAlexa Devices (ora supportato) o Alexa Media Player

Dire «Alexa, accendi le luci» e agire su HA

DirezioneHA → Alexa
StrumentoNabu Casa o Home Assistant Matter Hub

Conversare in modo naturale con l’AI

Direzionestrato sopra
StrumentoAlexa+ (sopra la direzione HA → Alexa)

Controllare gli Echo da Home Assistant (Echo → HA)

Alexa Devices: l’integrazione ufficiale (core)

L’integrazione ufficiale che si trova su Home Assistant (documentazione) espone queste action:

  • notify.send_message
  • alexa_devices.send_sound
  • alexa_devices.send_text_command
  • alexa_devices.send_info_skill

Possiamo quindi, per esempio, creare automazioni per inviare notifiche vocali al nostro Echo, oppure inviare suoni o comandi.

Per esempio, quando il mio radar di prossimità fuori dalla porta principale (o la telecamera di sicurezza) identifica una persona alla porta, possiamo inviare un messaggio all’Echo. Per questa automazione useremo il trigger occupancy.detected; ovviamente adattate voi l’automazione alle vostre necessità. Se ti interessa il sensore che uso, ne ho parlato nella recensione del radar mmWave WZ-M100.

YAMLEsempio configurazione
alias: Automazione di Alexa Device
description: ""
triggers:
- trigger: occupancy.detected
  target:
    entity_id: binary_sensor.0xa4c138e9e1c7c89d_presence
  options:
    behavior: each
  for: "00:00:00"
conditions: []
actions:
- action: alexa_devices.send_sound
  metadata: {}
  data:
    sound: amzn_sfx_doorbell_chime_02
    device_id: d7de364b4d5a103e3e1e05527aca61f1
- action: notify.alexa_media_echo_plus_di_massimo
  metadata: {}
  data:
    message: C'è una persona alla porta
mode: single

Possiamo anche inserire un suono prima del messaggio (nel codice sopra l’abbiamo fatto), come il classico suono del campanello, ma ce ne sono tanti già preconfigurati:

YAMLEsempio configurazione
action: alexa_devices.send_sound
metadata: {}
data:
sound: amzn_sfx_doorbell_chime_02
device_id: d7de364b4d5a103e3e1e05527aca61f1

Configurazione

Per configurare dobbiamo avere a portata di mano:

  • username — l’indirizzo email del tuo account Amazon;
  • password — la password del tuo account Amazon;
  • otp — la password monouso generata da un’app di autenticazione.

Bisogna andare su Impostazioni → Dispositivi e servizi, cliccare su Aggiungi integrazione, cercare Amazon e poi cliccare su Alexa Devices.

Inserire le credenziali di accesso e la OTP generata da un’app di autenticazione. L’MFA da app authenticator è obbligatoria: se non ne hai una, scaricane e configurane una delle tante che lo fanno. Sono passaggi molto semplici e brevi. L’integrazione è ben fatta, supportata, ed è una integrazione di livello Platinum.

L’integrazione ha raggiunto un ottimo livello di qualità. Giocano a suo favore la facilità di configurazione iniziale, il fatto che sia nativa e integrata nel sistema, senza alcun componente esterno, e che sia aggiornata e mantenuta dal core.

Aggiungendo il mio Echo Plus tramite l’integrazione ufficiale Alexa Devices, Home Assistant ha creato automaticamente queste entità:

Connectivity

Entity ID

binary_sensor.echo_plus_connectivity
Stato di connessione del dispositivo (online/offline)

Voice event

Entity ID

event.echo_plus_voice_event
Eventi vocali — utile come trigger nelle automazioni

Echo plus

Entity ID

media_player.echo_plus
Controllo riproduzione: play/pausa, volume, stato e uso come player

Speak

Entity ID

notify.echo_plus_speak
Fa “parlare” l’Echo: legge un testo con la voce di Alexa (TTS)

Announce

Entity ID

notify.echo_plus_announce
Invia un annuncio (suono di notifica + messaggio vocale)

Temperature

Entity ID

sensor.echo_plus_temperature_2
Temperatura rilevata dal sensore interno del dispositivo

Next alarm

Entity ID

sensor.echo_plus_next_alarm_2
Orario della prossima sveglia impostata

Next reminder

Entity ID

sensor.echo_plus_next_reminder_2
Orario del prossimo promemoria

Next timer

Entity ID

sensor.echo_plus_next_timer_2
Scadenza del prossimo timer attivo

Do not disturb

Entity ID

switch.echo_plus_do_not_disturb
Attiva/disattiva la modalità Non disturbare

Nota importante: ormai l’integrazione crea e controlla l’Echo Plus anche come media player, quindi genera proprio un’entità media_player.

Alexa Media Player: il componente della community (HACS)

Alexa Media Player si trova nell’indice ufficiale di HACS, quindi non è necessario aggiungere alcun custom repository: si cerca e si installa direttamente dall’integrazione. Essendo però un componente non ufficiale (in pratica simula l’app Alexa), bisogna fare attenzione: Amazon potrebbe interrompere l’accesso in qualsiasi momento.

Il link ufficiale di GitHub per approfondire è questo.

Si installa facilmente andando su HACS, cercando “Alexa Media Player” e seguendo le istruzioni (se non hai ancora HACS, vedi la nostra guida all’installazione di HACS). Un’avvertenza: salva le credenziali in un file di Home Assistant per loggarsi al posto tuo, e storicamente è capitato che, in seguito ad aggiornamenti di Home Assistant, il componente si sia rotto, per poi essere sistemato con dei fix da parte degli sviluppatori.

Esempio di controllo della musica con questa integrazione:

YAMLEsempio configurazione
alias: Riproduzione Musica Con Tasto 4 del Pannello Moes
description: >-
Riproduci e cambia musica dal pannello Moes (musica da una lista di input
(music list))
triggers:
- domain: mqtt
  device_id: 14b522d9117b5e6fe63ba84d02118b90
  type: action
  subtype: 4_single
  trigger: device
conditions: []
actions:
- action: script.musica_cucina_riproduzione_da_lista_di_playlist
  metadata: {}
  data: {}
- action: script.cambia_canzone_nella_lista_della_musica
  metadata: {}
  data: {}
mode: restart

E poi lo script:

YAMLEsempio configurazione
alias: Musica Cucina Riproduzione da Lista di Playlist
description: Avvia musica Echo Amazon da un menu a tendina
icon: mdi:music-clef-treble
mode: restart
sequence:
- target:
    entity_id:
      - media_player.echo_plus_di_massimo
  data:
    media_content_id: "{{ states('input_select.music_list') }}"
    media_content_type: APPLE_MUSIC
  metadata: {}
  action: media_player.play_media
Media player con le mie WeSmart Custom Cards

Media player con le mie WeSmart Custom Cards.

Di solito, presi dalla documentazione ufficiale, alcuni comandi supportati (Supported sequences, possono variare per regione) sono:

  • Alexa.Weather.Play
  • Alexa.Traffic.Play
  • Alexa.FlashBriefing.Play
  • Alexa.News.LocalNews
  • Alexa.News.NationalNews
  • Alexa.GoodNews.Play
  • Alexa.GoodMorning.Play
  • Alexa.GoodNight.Play
  • Alexa.SingASong.Play
  • Alexa.TellStory.Play
  • Alexa.FunFact.Play
  • Alexa.Joke.Play
  • Alexa.Music.PlaySearchPhrase
  • Alexa.Calendar.PlayTomorrow
  • Alexa.Calendar.PlayToday
  • Alexa.Calendar.PlayNext
  • Alexa.Date.Play
  • Alexa.Time.Play
  • Alexa.CleanUp.Play
  • Alexa.ImHome.Play

È un’integrazione ben fatta, che aggiunge alcune funzioni in più rispetto a quella ufficiale. Quella ufficiale è sufficiente per un uso ampio, ma se vuoi qualcosa in più puoi usare questa. È molto stabile e aggiornata; come accennato prima, in qualche occasione, a seguito di aggiornamenti, l’app ha smesso di funzionare, ma il team interviene e sistema tutto in tempi ragionevoli.

Quale scegliere: ufficiale o community

Scenario identico: 3 Echo, voglio annunci + controllo media.

Fonte

Alexa DevicesIntegrazione core HA
Alexa Media PlayerComponente community HACS

API

Alexa DevicesUfficiale (aioamazondevices)
Alexa Media PlayerNon ufficiale (mima l’app Alexa)

Installazione

Alexa DevicesNativa, nessun add-on
Alexa Media PlayerVia HACS + doppio riavvio

Annunci / TTS

Alexa DevicesSì (entità notify)
Alexa Media PlayerSì, anche SSML avanzato

Controllo media

Alexa DevicesSì (media_player, confermato)
Alexa Media PlayerCompleto

Routine Alexa

Alexa DevicesLimitato
Alexa Media Player

Credenziali Amazon

Alexa DevicesMFA app, gestione core
Alexa Media PlayerSalvate in config (rischio)

Stabilità agli update

Alexa DevicesAlta (nel core)
Alexa Media PlayerVariabile, può rompersi

Manutenzione

Alexa DevicesBassa
Alexa Media PlayerMedia

Come sempre, io li ho installati entrambi. Non si pestano i piedi e sono indipendenti. Ovviamente alcune entità risultano ripetute, ma non è un grosso problema. Come si evince dalla tabella, esaminala e individua la soluzione che fa più per te. Iniziare e tenere l’app ufficiale, penso, adesso sia ampiamente sufficiente. È ancora giovane ed è in continua evoluzione: segue un ritmo più lento, sono partiti un po’ in ritardo, ma è stabile e adatta a un uso adeguato, all’integrazione e ad altro.

Esporre Home Assistant ad Alexa (HA → Alexa)

La via semplice: Home Assistant Cloud (Nabu Casa)

Se vuoi il controllo vocale delle tue entità con il minimo sforzo, la strada più diretta è Home Assistant Cloud, il servizio in abbonamento di Nabu Casa. È pensato esattamente per questo: ti risparmia tutta la parte tecnica (certificati, endpoint pubblici, configurazioni) e in cambio chiede un canone.

L’attivazione è quasi banale. Vai in Impostazioni → Home Assistant Cloud, crei l’account (o accedi, se ne hai già uno) e attivi l’integrazione con Amazon Alexa: bastano un paio di clic. A quel punto apri l’app Alexa, abiliti la skill di Home Assistant e avvii la ricerca dispositivi. Da quel momento puoi dire «Alexa, accendi la lampada del salotto» e il comando arriva alle tue entità, anche a quelle che con Alexa, da sole, non sarebbero mai state compatibili. Quali entità rendere visibili lo decidi tu dall’interfaccia, senza toccare un file di configurazione.

Il costo è di 7,50 € al mese, oppure circa 75 € l’anno con il piano annuale, e c’è una prova gratuita di 31 giorni per testarlo prima di impegnarti. Vale la pena ricordare che l’abbonamento non paga solo la comodità: Nabu Casa finanzia lo sviluppo di Home Assistant attraverso la Open Home Foundation, quindi è anche un modo per sostenere il progetto. Sul fronte privacy, il traffico viaggia cifrato e Nabu Casa dichiara di non poter vedere i dati della tua casa né di conservare l’elaborazione vocale — un compromesso ragionevole, pur restando una soluzione che passa dal cloud.

I pro sono evidenti: zero manutenzione, sicurezza e certificati gestiti per te, e l’aggiornamento che non si rompe quando aggiorni Home Assistant. Il contro è uno solo, ma per qualcuno pesa: è un servizio a pagamento. Se l’idea di un canone fisso non ti va a genio — o se, come molti che arrivano a Home Assistant, ti diverti a mettere le mani sotto il cofano — nella prossima sezione vediamo come ottenere lo stesso risultato gratis, con il Matter Hub installato in locale.

Per i dettagli sui prezzi e i piani vedi la pagina ufficiale Nabu Casa.

Personalmente non uso Nabu Casa, perché per esempio per il collegamento da remoto uso Cloudflare Tunnel, e per il media player ho scelto una strada diversa, self-hosted, sempre per vedere dove mi avrebbe portato e anche per sperimentare.

Se non hai voglia di configurare da solo, di perderci un po’ di tempo, e vuoi tutto chiavi in mano, Nabu Casa è la scelta migliore, anche perché è un progetto più che valido. I prezzi sono adeguati e il servizio è onesto e ben fatto; in più, come ho ricordato più volte, si sostiene la community e il progetto Home Assistant stesso.

La via gratuita e locale: Home Assistant Matter Hub

Per esporre e portare le nostre entità dentro Alexa usiamo questo metodo: Home Assistant Matter Hub.

Per prima cosa aggiungiamo questo repository nel nostro App Store (i vecchi add-on): github.com/RiDDiX/home-assistant-addons.

E poi cerchiamo e installiamo il componente/app.

Una volta installato premiamo Start e avviamo il componente; come sempre ricordiamoci di selezionare e controllare Start on boot, Watchdog, e se vogliamo Auto update e Show in sidebar.

Apriamo: questa è la schermata iniziale dell’app.

Quindi iniziamo con la procedura guidata e seguiamo la configurazione. Facciamo vedere come integrare le luci da template: scegliamo all light e poi Avanti.

Nella schermata successiva clicchiamo su Ottimizzato per Amazon Alexa.

E poi possiamo cliccare sempre Avanti, fino alla schermata finale dove vediamo dove abbiamo creato il bridge e i dispositivi, e dove possiamo controllare, modificare e così via. La particolarità è che possiamo creare molti bridge a seconda di quello che ci occorre, filtrare le entità e altro ancora.

Poi ci spostiamo sull’app Alexa del telefono: clicchiamo in alto a destra su + e Aggiungi nuovo dispositivo, scorriamo fino in fondo e clicchiamo su Altro, poi scegliamo Matter e, alla domanda «Il dispositivo ha il logo Matter?», clicchiamo su . Quindi, su Home Assistant, apriamo la pagina con il codice QR.

Tap + → Aggiungi dispositivo
Seleziona Matter
Scansiona il QR dal bridge

Il QR si apre cliccando sul bridge — tutte le luci — oppure in alto sulla barra, accanto all’icona Home (insomma, la seconda icona). Scansioniamo il QR con il telefono e procediamo: l’app Alexa si connetterà e configurerà l’hub. Inseriamo dove e come vogliamo configurare i dispositivi: sono pochi passaggi e poi abbiamo finito.

Fine configurazione
Dispositivi HA visibili in Alexa

Abbiamo esportato i nostri dispositivi: ora possiamo controllare i device di Home Assistant — e qualsiasi altra cosa — con Alexa e con la voce, creare routine di Alexa e altro ancora.

Un consiglio: non esporre tutte le luci o tutti i device, ma solo quello che serve veramente. Se hai creato gruppi di luci in Home Assistant, valuta bene se portarli in Alexa, perché avresti delle sovrapposizioni; valuta invece se portare solo i singoli device e poi ricreare i gruppi nell’app Alexa. Quando esponi i sensori, questi possono essere davvero molti: non esportarli tutti, ma solo quelli che ti servono. È più efficiente e performante.

Per scegliere una sola entità, seleziona Regex come type quando vai a includere nelle impostazioni del bridge.

Nabu Casa o Matter Hub: quale conviene

Scenario identico: esporre circa 10 entità (es. le luci) al controllo vocale di Alexa.

Come funziona

Nabu CasaSkill cloud ufficiale Alexa
Matter HubBridge Matter locale

Costo

Nabu Casa€7,50/mese (~€75/anno)
Matter HubGratis

Installazione

Nabu Casa~2 clic
Matter HubRepository → add-on → bridge

Comunicazione

Nabu CasaPassa dal cloud
Matter HubTutta locale

Funziona offline

Nabu CasaNo
Matter Hub

Controller supportati

Nabu CasaAlexa (e Google)
Matter HubAlexa, Google Home e Apple Home

Competenza richiesta

Nabu CasaMinima
Matter HubMedia

Manutenzione

Nabu CasaGestita da Nabu Casa
Matter HubA tuo carico

Confronto a scenario identico: nessun mismatch tra le opzioni. Nota: il controllo dei media player via Matter è ancora parziale su alcuni controller (Alexa inclusa), quindi per annunci e musica restano migliori le entità notify e media_player viste nella direzione Echo → HA.

E con Alexa+ cosa cambia?

Alexa+ è la nuova versione generativa dell’assistente di Amazon: si basa sul modello Nova su Amazon Bedrock, è “agentica” (cioè pianifica ed esegue sequenze di azioni), mantiene memoria del contesto e dialoga con servizi esterni come TheFork. In Italia è disponibile in accesso anticipato dal 15 aprile 2026: gratis durante l’early access, poi inclusa in Amazon Prime oppure a 22,99 € al mese per chi non ha Prime. La versione italiana è stata sviluppata anche nel centro di ricerca e sviluppo di Torino.

Il punto tecnico da capire è che Alexa+ non è un nuovo modo di integrare Home Assistant. Per agire sulla tua casa usa comunque l’esposizione delle entità (la direzione HA → Alexa che abbiamo visto): cambia come le parli — linguaggio naturale, richieste in più passaggi — non cosa può toccare. E attenzione a non confonderla con Assist, l’assistente locale di Home Assistant: sono due cose diverse, e Alexa+ lavora solo nel cloud.

Alexa+, per esempio, l’ho testato dopo aver configurato bene e assegnato alla cucina, nell’app Alexa, le luci. Ho provato a dire non solo «accendi» o «spegni le luci», ma a creare degli scenari. Per esempio «crea un’atmosfera per la colazione» e Alexa — al netto dei tempi, ed ecco, questo secondo me è un problema, perché non è velocissima nell’elaborare e applicare, del resto deve passare per i loro server — alla fine l’ha fatto. Oppure «crea luci per serata cinema»: devo dire che le cose sono andate bene, lente ma bene.

Ho cercato di collegare anche i sensori di temperatura e umidità. Ci sono riuscito, e dall’app Alexa riesco a leggere i valori — quindi possiamo creare routine dall’app Alexa usando questi valori — ma non sono proprio riuscito a farli leggere da Alexa+: ogni volta che chiedo, la risposta è «Non ho sensori di umidità collegati…». C’è, secondo me, ancora molto lavoro da fare: l’uso è macchinoso e poco fluido, e l’esperienza ne risente.

Domande frequenti

Alexa Media Player funziona ancora nel 2026?

Sì, è ancora mantenuto ed è nell’indice HACS ufficiale. Resta però basato sull’API non ufficiale di Amazon, quindi può smettere di funzionare senza preavviso. Oggi, per annunci e controllo base, l’integrazione ufficiale Alexa Devices copre già la maggior parte dei casi: Alexa Media Player ha senso solo se ti servono le sue funzioni avanzate.

Mi serve per forza Nabu Casa per far parlare gli Echo?

No. Far “parlare” gli Echo (annunci e TTS) è la direzione Echo → HA, e si fa gratis con l’integrazione ufficiale Alexa Devices o con Alexa Media Player. Nabu Casa serve per l’altra direzione, cioè comandare a voce le tue entità («Alexa, accendi la luce»).

Alexa+ può controllare Home Assistant?

Sì, ma solo se hai esposto le tue entità ad Alexa (con Nabu Casa o con il Matter Hub). Alexa+ è il nuovo assistente generativo: cambia il modo in cui le parli, non il modo in cui si collega a Home Assistant. Senza esporre le entità, non può toccare la tua casa.

Posso usare insieme Alexa Devices e Alexa Media Player?

Sì, possono convivere. L’unica accortezza è gestire le entità doppie: entrambe creano un media player e dei sensori per lo stesso Echo, quindi conviene disabilitare quelle che non usi per non avere doppioni nel dashboard.

Gli annunci su Echo funzionano senza abbonamento?

Sì. Gli annunci passano dalla direzione Echo → HA e non richiedono Nabu Casa: con Alexa Devices usi le entità notify.<nome>_announce e notify.<nome>_speak senza pagare nulla.

Conclusione

In questo articolo abbiamo visto come integrare Alexa e i dispositivi Echo, e come interagirci. Per quanto mi riguarda, in verità non uso Alexa per gestire i dispositivi o la casa: lo trovo ancora lontano dagli standard di qualità, nel senso che ti ritrovi sempre e solo a dire «accendi» o «spegni le luci», o poco altro, con la voce. Quello che uso, e che per me ha senso, è usarli come speaker per la musica — si integrano benissimo — e usarli con automazioni comandate da Home Assistant per fargli dire annunci, avvertimenti e altro: ecco, questo uso per me ha senso. Il resto, lo ripeto, lo trovo ancora un po’ macchinoso. Anche l’app (un piccolo accenno) mi sembra un po’ confusionaria: si fa fatica a sistemare i device, i gruppi e così via. Bisogna avere pazienza. Un altro aspetto da considerare è che chi tiene alla privacy e al solo controllo locale deve sapere che Alexa ed Echo sono sistemi e integrazioni che passano per i loro server. Se vuoi approfondire questo punto, ne parlo nel confronto tra Home Assistant e gli altri hub domotici.

Foto di Massimo Di Vona

Massimo Di Vona

Esperto di Smart Home e domotica, fondatore di WeAreSmart.it.

Massimo si occupa di tendenze tecnologiche da oltre un decennio, con un'attenzione particolare alle automazioni domestiche e alla smart home, ambiti che ha approfondito in particolare con Home Assistant. Si interessa anche di intelligenza artificiale e delle sue applicazioni nella tecnologia consumer.

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