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State of the Open Home 2026: tutti gli annunci dalla conferenza ufficiale

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Massimo Di Vona

9 aprile 2026

State of the Open Home 2026 — conferenza Open Home Foundation ad Utrecht

Il 9 aprile 2026 si è tenuto ad Utrecht, nei Paesi Bassi, lo State of the Open Home 2026, l’evento annuale dell’Open Home Foundation dedicato a Home Assistant, ESPHome e Music Assistant. Per la prima volta dal 2019 il keynote si è svolto davanti a un pubblico fisico, alla sala conferenze Tivoli Vredenburg, trasmesso in contemporanea sul canale YouTube dell’Open Home Foundation.

In circa 90 minuti sul palco sono stati annunciati nuovi strumenti, un nuovo protocollo audio, un kit hardware per ESPHome, una roadmap pubblica e molto altro. Ecco il riepilogo completo.

La filosofia di fondo: “Building in the Open”

Il filo conduttore dell’intera conferenza è stato “Building in the Open” — costruire in modo aperto, non solo pubblicando il codice su GitHub, ma coinvolgendo la community fin dalle prime fasi di progettazione di ogni funzionalità.

Paul Schouten, fondatore di Home Assistant e presidente dell’Open Home Foundation, ha ricordato come tutto sia partito 13 anni fa da una scelta semplice: mettere Home Assistant su GitHub e continuare a lavorarci in pubblico. Come ha detto dal palco: “back then I made one very important decision — I decided to make it open source and keep working on it in the open.”

Oggi l’ecosistema conta oltre 2 milioni di utenti attivi e più di 20.000 contributori che lavorano ai progetti ogni anno. L’Open Home Foundation impiega 70 persone a tempo pieno. Il modello di finanziamento — partner commerciali, donazioni e merchandise — è stato progettato esplicitamente per non cedere mai il controllo a investitori esterni.

Come ha sintetizzato Schouten: “we have only one stakeholder and it’s all of you.”

1. Home Assistant Labs

La prima grande novità è Home Assistant Labs, accessibile da Impostazioni → Sistema → Labs.

Schermata Home Assistant Labs in Impostazioni Sistema
Immagine di concept — la schermata Labs reale potrebbe differire

Labs non è una beta anticipata. La distinzione è stata spiegata chiaramente da Frank e JLo (Jean-Loïc Charroud) sul palco: la beta serve a garantire la stabilità prima di ogni release mensile, mentre Labs serve a validare la direzione di una funzionalità mentre è ancora in sviluppo attivo — quando è ancora possibile cambiare approccio senza sprecare settimane di lavoro.

Il problema che Labs risolve è reale: durante la settimana di beta, quando il team cercava di iterare e testare la stabilità contemporaneamente, le due cose si scontravano. Esempio citato esplicitamente: il settembre scorso un cambiamento alla sidebar delle automazioni, inserito a forza durante la beta, ha causato il blocco dell’intero editor. “We still disrupted like 2 million homes”, ha ammesso JLo.

Il meccanismo di Labs è semplice: si abilita una funzionalità, la si usa nella propria installazione reale, e si fornisce feedback attraverso un link dedicato presente accanto a ogni voce. Il feedback può portare a modifiche, cambi di direzione o perfino al ritiro completo di una funzionalità prima che diventi generale.

Il primo progetto portato in Labs è stato quello dei trigger e condizioni purpose-specific — i nuovi trigger pensati per essere comprensibili a chi non conosce come Home Assistant gestisce internamente il proprio state machine. Il risultato è stato sorprendente: “a large chunk of those new triggers and conditions — we didn’t build them. It’s the community that actually built them.” Dei 200+ trigger e condizioni pianificati, una parte consistente è stata sviluppata direttamente dalla community dopo averli testati in Labs.

Se vuoi capire meglio come funzionano le automazioni in Home Assistant, parti dalla nostra guida pratica alle automazioni per le luci.

2. SensPin: il nuovo protocollo audio open source

La seconda grande annuncio è SensPin, un nuovo protocollo audio open source sviluppato dall’Open Home Foundation insieme alla community.

Demo SensPin con speaker sincronizzati e cover art album
Immagine di concept — visualizzazione della sincronizzazione audio SensPin

La presentazione è stata condotta da Marcel (sviluppatore principale di Music Assistant) e Kevin, con Missy Corey come moderatrice. L’obiettivo è semplice: riprodurre audio sincronizzato su più dispositivi in casa, con qualità audio migliorata tramite filtri DSP, e con la possibilità di sincronizzare anche luci e display al contenuto musicale — inclusa la visualizzazione della cover art dell’album.

L’idea è nata dall’esigenza di sfruttare la potenza di calcolo del server Home Assistant invece di caricare tutto sul chip ESP32 del Voice Preview Edition. L’architettura è stata letteralmente abbozzata su un tovagliolo di carta in una pizzeria di Chicago. Come ha raccontato Marcel: “the whole architecture of SensPin is actually on a napkin. It’s somewhere in my home.”

Tre mesi dopo quella serata, durante un summit dell’Open Home Foundation a Dublino, il team aveva già telefoni e laptop che suonavano in sincronia in tutta la lobby dell’hotel. “The whole hotel was playing ABBA at that point.”

Oggi SensPin è in tech preview e funziona già con Music Assistant e con il Voice Preview Edition. Per iniziare:

  1. Installa Music Assistant dalla tua istanza Home Assistant
  2. SensPin è già disponibile nel browser web di Music Assistant
  3. Istruzioni dettagliate sul server Discord di Music Assistant

In poche settimane dalla pubblicazione della prima specifica, la community aveva sviluppato implementazioni in 5 linguaggi di programmazione, aggiunto la sincronizzazione delle luci, e creato un’app Android dedicata. Un contributor ha anche aggiunto la possibilità di abbinare i colori dell’ambiente alla cover art dell’album in riproduzione — un’idea nata interamente dalla community, non dal team originale.

SensPin si integra con Music Assistant, il progetto open source per la gestione audio in Home Assistant. Sul nostro sito trovi già un articolo dedicato alle novità di Music Assistant 2.7, che copre proprio l’ecosistema in cui SensPin si inserisce. Se vuoi collegare fisicamente uno speaker a Home Assistant, abbiamo anche una guida per collegare uno speaker con Music Assistant e Raspberry Pi.

3. ESPHome Starter Kit (Apollo Automation)

Apollo Automation — il secondo partner commerciale ufficiale dell’Open Home Foundation, fondato da Trevor Shurmer e dal suo migliore amico Justin — ha annunciato il proprio ESPHome Starter Kit, attualmente in fase di prototipo avanzato.

Moduli ESP32 per l'ESPHome Starter Kit di Apollo Automation
Immagine di concept — il kit finale potrebbe differire dal prototipo

Il kit è pensato per chi vuole avvicinarsi all’elettronica e alla programmazione di dispositivi smart partendo da zero. Include:

  • Una scheda ESP32-C6
  • Un modulo pulsante
  • Un modulo di rilevamento movimento
  • Un modulo per temperatura e umidità
  • Un modulo LED + buzzer a forma di logo ESPHome

La filosofia del kit, coerente con i valori della fondazione, è quella della sostenibilità: non si compra, si usa una volta e si butta. Ogni modulo può essere riutilizzato in progetti reali — accendere una luce al passaggio, oppure far diventare rosso un LED quando si è in riunione. Come ha detto Trevor: “this isn’t something you just buy, learn, and then put in a drawer or the trash.”

Sul lato software, il kit è accompagnato da un nuovo ESPHome Device Builder con interfaccia visuale — simile all’automation builder di Home Assistant. Si trascinano i componenti nella colonna sinistra e il YAML viene generato automaticamente a destra, con spiegazione in linguaggio naturale di ogni elemento. Chi vuole può sempre tornare alla modalità YAML completa.

Per ricevere notifiche al lancio: apolloautomation.com

Se vuoi già iniziare a sperimentare con ESPHome, trovi sul nostro sito un articolo sulla comunicazione bidirezionale con le ESPHome API responses — utile per capire cosa aspettarsi dal Device Builder.

4. Nuovo dispositivo Nabu Casa: IR/RF Blaster

Carl Albertson (VP Commercial di Nabu Casa) ha mostrato in anteprima un nuovo dispositivo hardware in fase di sviluppo iniziale: un IR/RF Blaster che permette di controllare da Home Assistant tutti i dispositivi “legacy” — televisori, amplificatori, condizionatori a parete — qualsiasi cosa normalmente controllata con un telecomando a infrarossi o radiofrequenza.

Come ha sintetizzato Carl: “no device should be too old to be smart.”

Il dispositivo sarà open source (hardware e software), progettato per essere estendibile dalla community nel tempo. Al lancio supporterà i brand principali, con la possibilità di catturare e condividere codici IR/RF personalizzati per dispositivi meno comuni.

Nabu Casa ha anche accennato a un secondo progetto ancora in fase di ricerca: un dispositivo che “connects your analog world to your digital home” con casi d’uso multimediali e supporto Power over Ethernet. Nessun altro dettaglio per ora — ma Nabu Casa ha confermato che condividono gli aggiornamenti il prima possibile, anche in fasi molto preliminari.

Se ti interessa capire come funzionano i dispositivi Works With Home Assistant, leggi il nostro approfondimento su Shelly e Home Assistant.

5. Roadmap pubblica dell’Open Home Foundation

Forse la novità più rilevante per contributor e power user: da oggi la roadmap di sviluppo dell’Open Home Foundation è completamente pubblica.

Presentata da Frank, JLo, Laura (product manager) e Matias (UX designer), la roadmap non è uno strumento di marketing: è il piano di lavoro interno reale, con tre stati visibili:

  • Considering / Shaping — idee in fase di ricerca e definizione, completamente aperte alla discussione
  • Building — funzionalità attivamente in sviluppo (orizzonte circa 2 mesi), con task specifici assegnabili
  • Done — funzionalità completate

Ogni voce contiene la descrizione del problema, i confini della soluzione e i task specifici. Se vedi un task che ti interessa, puoi prenderlo in carico. Se hai feedback su una direzione di design, puoi commentare. “You don’t have to be technical to join this conversation. You have context that we don’t have.”

La filosofia dichiarata è chiara: il piano di due mesi può cambiare — ma cambierà in risposta ai feedback della community, non per decisioni interne arbitrarie.

La roadmap è accessibile cercando “open home foundation roadmap” su GitHub.

Alcune delle funzionalità presentate allo State of the Open Home faranno parte delle prossime release mensili. Per restare aggiornato, segui il nostro articolo sulle novità di Home Assistant 2026.4, già online.

6. Altre novità dall’evento

Nuova identità visiva e design language

Matias, UX designer della fondazione, ha annunciato che il team sta lavorando a un nuovo design language condiviso tra i progetti dell’Open Home Foundation.

L’obiettivo non è rendere Home Assistant, ESPHome e Music Assistant identici — ognuno manterrà la propria identità — ma creare un set di linee guida e componenti condivisi che rendano riconoscibili i prodotti della fondazione e facilitino i contributi dei designer della community. Come ha osservato Matias: “Home Assistant in many places looks like Android from 7 years ago.”

Il team ha esplicitamente escluso approcci “liquid glass” alla Apple: il nuovo stile sarà radicato nei valori open dell’ecosistema, non in trend del momento.

Dipartimento Community e nuovi eventi

L’Open Home Foundation ha annunciato la creazione di un dipartimento Community dedicato, guidato da Melissa Thermodour con Florencia come events manager.

Sul calendario:

  • State of the Open Home 2027: già in discussione come evento potenzialmente su più giorni, con talk aperti a tutti i membri della community
  • Community Day 2026: dopo il successo dell’edizione 2025, la prossima edizione è prevista tra fine ottobre e inizio novembre 2026. Le informazioni verranno comunicate con due mesi di anticipo — aspettati un annuncio intorno a settembre 2026

DuckDuckGo: 50.000 dollari alla fondazione

Un dato significativo emerso durante il keynote di Paul Schouten: DuckDuckGo ha donato 50.000 dollari all’Open Home Foundation nel 2025, raddoppiando il proprio contributo rispetto al 2024. È un segnale della crescente rilevanza del progetto “open home” anche al di fuori della community tecnica di Home Assistant.

Easter egg e curiosità

Missy Corey ha rivelato durante il post-show che le pagine prodotto ufficiali dell’Open Home Foundation nascondono diversi Easter egg interattivi:

  • ZBT-2: inserisci il Konami Code sul sito per sbloccare una sorpresa
  • Voice Preview Edition e ZWA-2: cerca i cerchi nelle pagine prodotto e cliccali tutti
  • homeassistant.io: tappando le forme animate 5 volte su mobile (10 su browser desktop) si attiva una modalità costruttiva interattiva

In sintesi

NovitàStato
Home Assistant LabsDisponibile ora — Impostazioni → Sistema → Labs
SensPin (audio sync)Tech preview, usabile oggi con Music Assistant
ESPHome Starter Kit (Apollo)Prototipo — iscrizione su apolloautomation.com
ESPHome Device BuilderAnnunciato, in arrivo con il kit
IR/RF Blaster (Nabu Casa)In sviluppo iniziale
Nuovo dispositivo PoE (Nabu Casa)In fase di ricerca
Roadmap pubblicaLive su GitHub
Device DatabaseIn Labs, portal in arrivo nei prossimi 2 mesi
Community Day 2026Previsto ott/nov, annuncio a settembre

Lo State of the Open Home 2026 ha confermato che Home Assistant non è solo un software per la domotica, è un ecosistema che cresce con e grazie alla community. Se vuoi essere parte di questo processo, Labs è già lì ad aspettarti.

Il video integrale dell’evento è sul canale YouTube dell’Open Home Foundation.

Se sei nuovo su Home Assistant e vuoi capire da dove cominciare, la nostra guida completa a Home Assistant è il punto di partenza giusto.

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Massimo Di Vona

Esperto di Smart Home e domotica, fondatore di WeAreSmart.it.

Massimo si occupa di tendenze tecnologiche da oltre un decennio, con un'attenzione particolare alle automazioni domestiche e alla smart home, ambiti che ha approfondito in particolare con Home Assistant. Si interessa anche di intelligenza artificiale e delle sue applicazioni nella tecnologia consumer.

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